{"id":331,"date":"2025-03-20T08:39:49","date_gmt":"2025-03-20T07:39:49","guid":{"rendered":"https:\/\/moonlightrun.it\/?p=331"},"modified":"2025-12-07T15:27:47","modified_gmt":"2025-12-07T14:27:47","slug":"una-seconda-occasione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/moonlightrun.it\/index.php\/2025\/03\/20\/una-seconda-occasione\/","title":{"rendered":"Una seconda occasione"},"content":{"rendered":"\n<p>Lisa era seduta al bancone del &#8220;Viento Lindo&#8221;, un bar di Hatillo, in Venezuela. Dopo lo scandalo che aveva messo fine alla sua carriera di cantante lirica, Lisa aveva trovato lavoro come insegnante di canto. Le cose per\u00f2 non stavano andando per niente bene: pi\u00f9 che un\u2019opportunit\u00e0, la tourn\u00e9e sudamericana con i suoi allievi si stava rivelando un problema. Senza darle spiegazioni, le avevano appena comunicato che lo spettacolo di quella sera era stato annullato e a lei era venuto un bisogno incontrollabile di bere. Al personale del teatro aveva chiesto dove si potesse bere del Martini Dry senza essere molestata e le avevano indicato il &#8220;Viento Lindo&#8221;, il bar pi\u00f9 vicino al teatro. Era venerd\u00ec sera e stranamente il &#8220;Viento Lindo&#8221; era deserto. Dagli ingressi spalancati entravano i rumori e Lisa, guardando fuori, vedeva la strada illuminata dalla luce giallastra dei lampioni. C\u2019era parecchio traffico, tanta gente che chiacchierava a voce alta mentre passeggiava sul marciapiedi, ma non entrava nessuno. Aveva smesso di piovere da circa un\u2019ora e l\u2019acquazzone aveva abbassato la temperatura e lavato via i miasmi di smog dalle strade, ma Lisa aveva comunque caldo. Seduta su di uno sgabello alto di legno che cigolava ad ogni suo movimento, stava sorseggiando il terzo Martini Dry. Dopo il sapore rancido dell\u2019oliva del primo, Lisa aveva chiesto al barista di servirle i successivi Martini Dry senza oliva, con una spruzzata di limone. Stava pensando che il personale del teatro non era stato sincero a consigliarle quel bar e Lisa ne immagin\u00f2 il motivo, data la poca distanza tra il bar e il teatro. Alle sue spalle, sulla pedana del karaoke, un tizio basso, baffuto e vestito come Fidel Castro, stava tentando per la quarta volta di cantare &#8220;La Bomba&#8221;. Come le accadeva sempre quando beveva, Lisa smetteva di parlare in inglese ed iniziava a biascicare il suo italiano da italo-americana di terza generazione. Aveva la convinzione che, cos\u00ec facendo, chi la ascoltava non capisse nulla di ci\u00f2 che diceva e lei poteva permettersi di insultare tutti quanti senza conseguenze. Non era vero a New York dove lei viveva, n\u00e9 in Venezuela, a Hatillo e lo era ancora meno in quel caso. Il tizio era di origine italiana e si chiamava Raffaello Piras, ma si faceva chiamare Raf P\u00e9rez e formalmente gestiva una giostra in un barrio. In realt\u00e0, forniva copertura ai narcos, che usavano i cassoni sotto la sua giostra per stoccare le partite di cocaina in partenza per l\u2019Europa. Lisa gli dava le spalle, ma ogni volta che Raf steccava, si voltava per insultarlo sottovoce a parole e fulminarlo con lo sguardo. Aveva gi\u00e0 notato, nella penombra delle luci stile discoteca anni \u201880, una ragazza sui vent\u2019anni che, sulle note della canzone, si dimenava di fronte a Raf. La ragazza si chiamava Maria e teneva in mano una bottiglia di Polar, una birra locale. Maria, Lisa, Raf e Carlos, il barista, erano le uniche persone all\u2019interno del &#8220;Viento Lindo&#8221;. Oltre ad aver notato Maria e ad essersi fatta una pessima opinione su di lei, Lisa aveva anche gi\u00e0 commentato con un lapidario &#8220;pedofilo!&#8221;, rivolto a Raf , quel che stava vedendo. Anche Raf si era accorto della donna robusta, con capelli e occhi scuri, seduta al bancone, con in testa un cappello viola, una via di mezzo tra la tuba di Slash, il chitarrista dei Guns N\u2019Roses, e una di quelle che usava la regina Elisabetta d\u2019Inghilterra. Raf aveva anche notato che lei stava bevendo un Martini Dry e si chiedeva dove il barista avesse trovato la bottiglia. Forse nello scantinato da cui, forse, proveniva anche quel cappello. E, forse, anche la donna che lo portava proveniva da l\u00ec. Lisa, all\u2019ennesima stecca di Raf, decise di girarsi sullo sgabello scricchiolante per vedere meglio lo \u2018spettacolo\u2019 in corso. Mentre Raf cantava \u201cSuavecito para abajo, para abajo, para abajo\u201d Maria si abbass\u00f2, si gir\u00f2 e, con un colpo d\u2019anca, fece sollevare la minigonna color ocra, mostrando a Raf il sedere, per nulla coperto dal tanga brasiliano, dello stesso colore della minigonna. Lui rise, si distrasse e stecc\u00f2 ancora una volta. Maria si rigir\u00f2 e strizz\u00f2 l&#8217;occhio a Raf. \u201cPedofilo uno e puttana l\u2019altra!\u201d comment\u00f2, questa volta ad alta voce, Lisa, dietro la quale Carlos il barista asciugava i bicchieri con uno straccio, fingendo di non esserci. \u201cPedofilo\u201d suona identico sia in italiano che in spagnolo e a Maria, per capire che \u201cputtana\u201d in italiano significa \u201cputa\u201d in spagnolo, non serv\u00ec nemmeno scomodare la sua scarsa conoscenza dell\u2019italiano, che aveva acquisito frequentando Raf. Emise un grugnito pi\u00f9 da demonio che da giovane hatillana e barcoll\u00f2 verso Lisa, che se ne stava appoggiata al bancone. Sollev\u00f2 la bottiglia da cui stava bevendo, con l&#8217;intento di darla in testa a Lisa, mentre la birra gelata le colava gi\u00f9 per il braccio, sotto l\u2019ascella. Nel momento in cui Maria usc\u00ec dalla penombra, Lisa not\u00f2 il suo viso stravolto e le pupille dilatate. &#8220;L&#8217;hai drogata per scopartela?&#8221; grid\u00f2 a Raf, che nel frattempo aveva bloccato Maria. &#8220;Non serve&#8221;, rispose Raf, strattonando Maria nel tentativo di farla calmare. \u201cY qui\u00e9n carajo eres t\u00fa?\u201d sibil\u00f2 Maria in faccia a Lisa, digrignando i denti. Il fiato di Maria puzzava di birra e fagioli. \u201cAdesso te lo faccio sentire, chi sono\u201d rispose Lisa, scendendo dallo sgabello e facendolo scricchiolare. Attravers\u00f2 il locale, si avvicin\u00f2 alla consolle, fece ripartire la base della canzone e inizi\u00f2 a cantare. Tre minuti e venti secondi dopo, la durata dell&#8217;esibizione, Maria dormiva su un divanetto, di fianco a Raf che chiuse la bocca, rimasta spalancata gi\u00e0 al primo vocalizzo di Lisa. Cantando, Lisa aveva quasi smaltito i drink. \u201cCanti benissimo, ma qui al \u2018Viento Lindo\u2019 non cerchiamo una cantante\u201d afferm\u00f2 Raf, appoggiando le braccia aperte sullo schienale del divanetto, di fianco a Maria. \u201cSi pu\u00f2 sapere, che cosa ci fai qui?\u201d chiese Raf, mentre si sistemava diritto sul divano. Lisa non aveva certo la freschezza dei vent\u2019anni di Maria e Raf non cercava mai in una donna l\u2019intelligenza, ma inspiegabilmente trovava Lisa interessante. \u201cPotrei farti la stessa domanda, ma immagino che la risposta sarebbe una bugia.\u201d replic\u00f2 Lisa, restando in piedi davanti al divanetto. \u201cStavo cercando la seconda occasione della mia vita, portando gli allievi della scuola di canto in tourn\u00e9e. Stasera avremmo dovuto esibirci al \u2018Naranjal\u2019, il teatro qua dietro, ma lo spettacolo \u00e8 stato annullato senza motivo. Sono Lisa Peel, la famosa cantante lirica. Non mi riconosci?&#8221; Raf fece un cenno con la testa per dire che non la riconosceva. Era stato lui a mandare i suoi tirapiedi dal direttore del teatro, troppo spaventato per opporsi, per far annullare lo spettacolo. Maria nel sonno stava dicendo parole senza senso. \u201cCome vedi\u201d disse Raf, alzandosi in piedi e indicando l\u2019ingresso \u201canche se fuori c\u2019\u00e8 pieno di gente, non entra nessuno. Quindi, Lisa Peel, quel che sto per dirti non \u00e8 una bugia e nemmeno un segreto, sei forse l\u2019unica in tutta Hatillo a non saperlo. Tra un\u2019ora, qui dentro potrebbe succedere di tutto. Potrei morire io, potrebbe morire Maria e, se resti, potresti morire tu, anche se non c\u2019entri nulla. Il barista tra poco se ne andr\u00e0, quindi non rischia nulla.\u201d Raf rise sguaiatamente \u201cConviene che te ne vada anche tu. Lei\u201d continu\u00f2 indicando Maria \u201cha vent\u2019anni e voleva rubare una partita di coca. Voleva fregare me, che sono il custode della merce e ho quasi settant&#8217;anni. Adesso, devo riuscire a convincere \u2018loro\u2019 che l\u2019idea di vendere alla concorrenza la coca \u00e8 della tossica che rantola sul divanetto\u201d<br>Lisa vide l\u2019opportunit\u00e0 di risolvere i problemi di Raf e di Maria, e di esaudire il suo desiderio di essere ricordata come una grande artista. \u201cSanno che aspetto ha Maria?\u201d chiese.<br>\u201cNo\u201d rispose Raf.<br>\u201cSanno quanti anni ha?\u201d<br>\u201cSanno solo che \u00e8 una donna\u201d<br>Lisa mostr\u00f2 a Raf le cicatrici del tentato suicidio. \u201cGuarda i miei polsi. Sono sopravvissuta, ma la mia seconda occasione \u00e8 andata a farsi fottere. A questo punto, posso solo sperare di essere ricordata come un mito, ma so che occorre che tutti mi credano morta\u201d. Sorrise, indicando Maria \u201cdacci un\u2019altra possibilit\u00e0&#8221;<br>\u201cSei ubriaca\u201d comment\u00f2 Raf, scrollando la testa.<br>Lisa lo implor\u00f2: &#8220;Credo che riuscir\u00f2 a convincerli a non ammazzare nessuno. Lasciami telefonare per far nascondere Maria\u201d prosegu\u00ec Lisa \u201cho visto come muove il culo quando balla, riuscir\u00e0 a cavarsela benissimo nel mondo dello spettacolo\u201d.<br>\u201cO sei ubriaca, o sei pazza\u201d rispose Raf.<br>\u201cInvece, sar\u00f2 molto utile, per i vostri traffici. Mark Ryard, il mio ex marito, deve farsi perdonare molte cose da me, \u00e8 un attore molto conosciuto qui in Venezuela, ha agganci politici molto in alto&#8221;.<br>Raf fece un cenno con le mani per dire che non lo conosceva \u201cnon sono mai andato al cinema\u201d.<br>\u201cIo sono pi\u00f9 credibile, di una che la coca se la pippa anzich\u00e9 venderla\u201d replic\u00f2 Lisa.<br>In quel momento, il barista salut\u00f2 Raf e usc\u00ec. In strada non c\u2019era pi\u00f9 nessuno e i rumori del traffico arrivavano smorzati. Raf ci mise un paio di minuti a convincersi che Lisa aveva ragione.<br>\u201cVa bene, abbiamo meno di un\u2019ora per sistemare la faccenda\u201d.<br>Fuori aveva ricominciato a piovere.<\/p>\n\n\n\n<p>Quattro giorni dopo, Mark Ryard, seduto nel suo appartamento a Hempstead, di fronte alla grande vetrata con vista sul lago, stava leggendo la cronaca nera sul Newsday. \u201cLisa Peel, la cantante lirica, rimasta coinvolta una decina d\u2019anni fa nello scandalo della Metro Opera House e sopravvissuta al tentativo di suicidio, \u00e8 scomparsa durante la tourn\u00e9e dei suoi allievi della Juilliard School. E\u2019 stata vista per l\u2019ultima volta quattro giorni fa al teatro \u2018Naranjal\u2019 di Hatillo, in Venezuela, nel quale si sarebbe dovuta esibire con i suoi allievi. Abbiamo contattato l\u2019ex marito, l\u2019attore Mark Ryard, il quale \u2026\u201d Mark smise di leggere, pieg\u00f2 la copia del Newsday e sorrise pensando a Lisa. \u201cNon sei in prima pagina come speravi, Lisa, ma ti prometto che entro una settimana, tutti parleranno di te come della pi\u00f9 grande cantante lirica di tutti i tempi\u201d sussurr\u00f2 guardando l\u2019orizzonte verso sud, attraverso la vetrata.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Racconto pubblicato sull&#8217;antologia &#8220;Racconti come fiori di carta&#8221; del concorso letterario &#8220;Scrivere che passione&#8221; vol.3 2024<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lisa era seduta al bancone del &#8220;Viento Lindo&#8221;, un bar di Hatillo, in Venezuela. Dopo lo scandalo che aveva messo fine alla sua carriera di cantante lirica, Lisa aveva trovato lavoro come insegnante di canto. 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